Relazione finanziaria annuale Esercizio 2019

Dati di sintesi
Un Gruppo solido, efficiente, cooperativo
Principali indicatori di bilancio
Indici di struttura
Crediti verso la clientela
 
56,6%
Raccolta diretta
 
77,8%
Patrimonio netto
 
8,9%
 
Totale Attivo
Indici di gestione dei rischi
9,3%
NPL RATIO
55%
Coverage npl
47,5%
texas ratio
Indici di redditività
3,5%
roe
0,3%
roa
68,6%
cost/income

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Conto economico e Struttura patrimoniale del Gruppo

Prospetti riclassificati

Conto economico riclassificato
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Stato patrimoniale riclassificato
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Risultati economici

Conto economico riclassificato1

(Importi in milioni di Euro)  31/12/2019
Margine di interesse 1.179
Commissioni nette 644
Dividendi 3
Ricavi netti dell'attività di negoziazione 177
Margine di intermediazione  2.003
Rettifiche/riprese di valore nette (313)
Risultato della gestione finanziaria  1.690
Oneri di gestione* (1.575)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (20)
Altri proventi (oneri) 222
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (27)
Utile (Perdita) dalla cessione di investimenti e partecipazioni (5)
Risultato corrente lordo   285
Imposte sul reddito (60)
Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (4)
Risultato netto di pertinenza della Capogruppo  221
* La voce include le spese per il personale, le altre spese amministrative e gli ammortamenti operativi.

1 Al fine di fornire una migliore rappresentazione gestionale dei risultati, i dati economici riclassificati differiscono dagli schemi di Bilancio previsti ai sensi della Circolare Banca d’Italia 262 del 2005, 6° aggiornamento

 

Aggregati patrimoniali

Stato patrimoniale riclassificato1

(Importi in milioni di Euro)    31/12/2019
ATTIVO  
Cassa e disponibilità liquide 555
Esposizioni verso banche 1.166
Esposizioni verso clientela 41.230
- di cui al fair value 286
Attività finanziarie 26.689
Partecipazioni 89
Attività materiali e immateriali 1.353
Attività fiscali 872
Altre voci dell'attivo 851
Totale attivo 72.805
PASSIVO  
Debiti verso banche 7.474
Raccolta diretta 56.669
- Debiti verso la clientela 50.055
- Titoli in circolazione 6.614
Altre passività finanziarie 101
Fondi (Rischi, oneri e personale) 386
Passività fiscali 80
Altre voci del passivo 1.611
Totale passività 66.321
Patrimonio di pertinenza di terzi 4
Patrimonio netto del gruppo 6.480
Patrimonio netto consolidato  6.484
Totale passivo e netto  72.805

1 Al fine di fornire una migliore rappresentazione gestionale dei risultati, i dati economici riclassificati differiscono dagli schemi di Bilancio previsti ai sensi della Circolare Banca d’Italia 262 del 2005, 6° aggiornamento

Principali aree strategiche d'affari del Gruppo Cassa Centrale
 
 
 
 

Banche affiliate

Le Banche affiliate rappresentano la parte più rilevante dell’attivo consolidato del Gruppo e il punto di forza dello sviluppo attuale e futuro del Gruppo stesso. Le Banche affiliate tradizionalmente operano al fine di favorire lo sviluppo delle comunità e dell’economia locale. Il principio di mutualità, che caratterizza il Credito Cooperativo, permette alle banche di ricoprire un ruolo fondamentale nel panorama dell’industria bancaria nazionale e un punto di riferimento importante per le famiglie e le piccole e medie imprese (nel seguito anche “PMI”).

Il piano strategico del Gruppo punta allo sviluppo delle relazioni con le famiglie e le PMI valorizzando al meglio la rete territoriale e sfruttando le sinergie, l’ampliamento dell’offerta commerciale e le economie di scala che derivano dall’appartenenza a un Gruppo di rilevanza nazionale.

In linea generale, la struttura delle Banche di Credito Cooperativo riflette la natura di banche territoriali, caratterizzate da un’elevata raccolta dalla clientela derivante dallo storico legame con il territorio di appartenenza, da una prevalenza di impieghi a controparti rappresentate da famiglie e piccole società e da un rapporto impieghi su depositi non elevato, con investimento dell’eccesso di liquidità soprattutto in titoli di Stato.

Di seguito viene fornita una rappresentazione sintetica delle principali grandezze economiche e finanziarie aggregate delle Banche affiliate, con focus sulle singole aree territoriali in cui il Gruppo opera.

 

(Importi in milioni di Euro)

Impieghi verso la clientela

Trentino-Alto Adige Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Totale
Crediti clientela lordi

10.164

9.161

9.604

9.581

4.043 42.553
- di cui performing 9.152 8.400 8.644 8.717 3.574 38.487
- di cui non performing 1.012 761 960 864 469 4.066
Rettifiche di valore 582 498 586 551 303 2.520
Crediti clientela netti 9.582 8.663 9.018 9.030 3.740 40.033

L’operatività delle Banche affiliate risulta prevalentemente concentrata nell’area Nord del territorio nazionale, in linea con l’articolazione territoriale degli sportelli.

Il totale dei crediti lordi, a fine 2019, ammonta a 42,6 miliardi (circa 40,0 miliardi al netto dei fondi rettificativi) e risulta allocato in modo omogeneo su 4 delle 5 aree territoriali in cui il Gruppo è suddiviso. Minore la rilevanza per l’area Sud e Isole che vede la presenza di un numero rilevante di Banche affiliate, ma di dimensioni mediamente ridotte. In un esercizio in cui le molteplici attività connesse con la partenza del primo Gruppo Bancario Cooperativo italiano hanno sicuramente impegnato a fondo le strutture operative, le Banche affiliate hanno visto una crescita costante delle masse di credito, confermando il loro ruolo centrale nel supportare la crescita anche economica dei territori di riferimento. Sono risultate in crescita le nuove erogazioni di credito nei confronti sia delle famiglie che delle PMI locali, in un’evoluzione che ha caratterizzato tutte le aree territoriali, ma con una velocità più marcata per l’area Sud e Isole.

L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti lordi, pari al 9,3% circa a livello di Gruppo, vede una percentuale più virtuosa nell’area Nord Est ed un’incidenza progressivamente più elevata nell’area Centro e Sud e Isole. Va rilevato che in tutte le aree si è assistito, nel corso del primo anno di operatività del Gruppo, ad una decisa riduzione dello stock di crediti deteriorati, in linea con le indicazioni e le strategie di Gruppo.

A confermare un’attenzione forte da parte del Gruppo alla gestione dei rischi ed in particolare alla gestione del rischio di credito, gli accantonamenti sono stati ulteriormente incrementati e hanno raggiunto dei livelli di copertura medi, per le Banche affiliate, fra i più elevati del sistema bancario nazionale, nonostante la forte contrazione dello stock di credito deteriorato.

(Importi in milioni di Euro)

Raccolta

Trentino-Alto Adige Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Totale

Raccolta Complessiva

19.652

17.166

18.395

15.884

6.416

77.513

Raccolta diretta 13.489 11.343 12.633 11.335 5.717 54.517
Raccolta indiretta* 1.822 5.823 5.762 4.549 699 22.996
- di cui Amministrata 1.822 2.131 2.377 1.460 371 8.161
- di cui Gestita 4.341 3.692 3.385 3.089 328 14.835

* La raccolta indiretta è espressa a valori di mercato

 

Anche la raccolta diretta vede una distribuzione fra le aree territoriali proporzionalmente in linea con quella già descritta per le masse di credito. Tutte le aree evidenziano nel rapporto fra impieghi e raccolta uno strutturale avanzo di risorse di raccolta che determinano un elevato grado di liquidità delle Banche affiliate e quindi del Gruppo. L’approccio prudente all’investimento delle risorse raccolte dai depositanti (tipicamente famiglie) caratterizza storicamente l’operatività delle BCC-CR-RAIKA che allocano queste risorse principalmente a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese del territorio di riferimento.

La raccolta amministrata e gestita delle Banche affiliate, pari a 23 miliardi circa, rappresenta il 30% della raccolta complessiva con una situazione differenziata a livello di singola area territoriale, passando dal 34% del Nord Est all’11% dell’area Sud e Isole. Nei volumi di raccolta indiretta prevale l’incidenza dei prodotti di raccolta gestita e assicurativa, fatta eccezione per l’area Sud e Isole dove i volumi risultano molto contenuti.

Questa operatività vede da sempre le Banche affiliate in ritardo rispetto al resto dell’industria bancaria avendo storicamente privilegiato il collocamento di prodotti di raccolta diretta. Il trend ha visto un cambio in particolare negli ultimi anni; importanti sono stati gli investimenti nella formazione specialistica del personale delle Banche affiliate al fine di aumentare la capacità di offrire a soci e clienti un supporto consulenziale di elevato livello. Questi investimenti, supportati dall’attenta ricerca da parte delle società del Gruppo industriale di prodotti adatti a soci e clienti delle BCC-CR-RAIKA, sta consentendo di colmare progressivamente il gap, mantenendo alta l’attenzione alla qualità del servizio complessivamente offerto al cliente risparmiatore.

(Importi in milioni di Euro)

Margini e commissioni

Trentino-Alto Adige Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Totale
Margine di interesse

266

238

229

257

145

1.136

Commissioni nette 112 125 130 127 53 547
Margine di intermediazione 413 388 389 420 222 1.832

 

Il contributo reddituale derivante dal margine di interesse si attesta complessivamente, per le Banche affiliate, a circa 1,1 miliardi pari al 62% del margine di Intermediazione, con un’incidenza percentuale maggiore nelle aree territoriali Sud e Isole e Trentino-Alto Adige.

Il contributo del margine di interesse alla redditività complessiva è elevato, a conferma dell’operatività bancaria prevalentemente tradizionale che caratterizza le Banche affiliate e quindi il Gruppo nel suo complesso. La fonte principale di reddito rimane la tipica attività di raccolta di risparmio e impiego creditizio fatta sui territori di insediamento delle Banche affiliate. A questa si deve poi aggiungere l’investimento dell’eccesso di liquidità prevalentemente in titoli di emittenti governativi o nei confronti della Capogruppo.

Le condizioni prevalenti di mercato vedono ormai da anni i tassi di interesse ai minimi storici. Tali condizioni hanno contribuito alla progressiva riduzione del contributo del margine di interesse alla redditività primaria. Diventa sempre più decisiva la capacità delle Banche affiliate di proporre ai soci e clienti servizi in grado di completare l’offerta commerciale e di aumentare la marginalità da servizi. Questo percorso proseguirà ma sempre con una forte attenzione alla tutela dei soci e clienti nel rispetto dei principi cooperativistici che sono alla base dell’operatività delle Banche affiliate.

Le commissioni nette delle Banche affiliate ammontano complessivamente a 547 milioni, con un contributo che presenta, nelle aree del Centro Nord del territorio, una distribuzione piuttosto omogenea. L’incidenza delle commissioni nette è in crescita per il Gruppo nel suo complesso e per le singole aree territoriali delle quali il Gruppo si compone, a conferma della progressiva maggior capacità delle Banche affiliate di diversificare le proprie fonti di ricavo. La contribuzione media delle commissioni nette delle aree territoriali al margine di intermediazione si attesta al 30%, con un’incidenza territoriale che passa dal 24% del Sud e Isole fino al 33% del Nord-Ovest.

 

Il Gruppo industriale è rappresentato dalla Capogruppo e dalle società controllate e collegate che operano in diversi ambiti di attività, ossia:

  • servizi ICT e back office, con la controllata Allitude S.p.A. (nel seguito anche “Allitude” e fino alla prossima integrazione in Allitude: CESVE S.p.A. e Bologna Servizi Bancari S.r.l. nel seguito anche “CESVE” e “BSB”);
  • servizi di leasing, con la controllata Claris Leasing S.p.A. (nel seguito anche “Claris Leasing” o “Claris”);
  • servizi assicurativi, con le controllate Assicura Agenzia S.r.l. e Assicura Broker S.r.l. (nel seguito anche “Assicura Agenzia” e “Assicura Broker”);
  • servizi di gestione collettiva del risparmio, con la controllata Nord Est Asset Management S.A. (nel seguito anche “NEAM);
  • altri servizi accessori, con le controllate Centrale Credit Solutions S.r.l., Centrale Soluzioni Immobiliari S.r.l., Centrale Casa S.r.l. e la collegata Centrale Trading S.r.l.

Di seguito le principali numeriche del Gruppo industriale al 31 dicembre 2019.

(Importi in milioni di Euro)

Impieghi verso la clientela*

31/12/2019
Crediti clientela lordi

1.294

- di cui performing 1.169
- di cui non performing 125
Rettifiche di valore 97
Crediti clientela netti 1.197

* Dati gestionali che includono tutte le elisioni infragruppo.

Con riferimento ai crediti verso clientela, il contributo del Gruppo industriale ai risultati patrimoniali del Gruppo Cassa Centrale è riconducibile principalmente alle attività della Capogruppo e della società controllata Claris Leasing. I crediti lordi verso clientela, per un ammontare pari a circa 1,3 miliardi, sono concentrati infatti su tali realtà, e vedono accantonati fondi rettificativi per circa 95 milioni con crediti netti pari a 1,2 miliardi.

 

(Importi in milioni di Euro)

Raccolta

31/12/2019

Raccolta Complessiva

6.776

Raccolta diretta 2.152
Raccolta indiretta** 4.623
- di cui Amministrata 2.657
- di cui Gestita 1.966

* Dati gestionali che includono tutte le elisioni infragruppo.
** La raccolta indiretta è espressa a valori di mercato.

La raccolta da clientela del Gruppo Industriale ammonta a 6,8 miliardi e risulta attribuibile al perimetro della Capogruppo. Per 2,2 miliardi è composta da raccolta diretta che risulta rappresentata principalmente da operazioni con la controparte Cassa di Compensazione e Garanzia. La raccolta indiretta*** ammonta invece a circa 4,6 miliardi e si riferisce per circa 2,0 miliardi, pari al 43%, alla componente di risparmio gestito con una operatività riconducibile prevalentemente ai prodotti legati alle gestioni patrimoniali, mentre il risparmio amministrato è pari a 2,6 miliardi e rappresenta il 57% dei volumi di raccolta indiretta con operatività rivolta principalmente al mercato obbligazionario.

*** La raccolta indiretta rappresentata si riferisce alla componente collocata da Cassa Centrale Banca direttamente alla clientela e non include invece la componente collocata attraverso banche.

Fatti di rilievo
Principali avvenimenti dell’esercizio chiuso al 31dicembre 2019
 
Uno sguardo al 2020

In uno scenario macroeconomico globale che presenta prospettive incerte condizionate anche dai rischi connessi a tensioni geopolitiche, alle dispute tariffarie avviate dall’amministrazione statunitense ed al rallentamento dell’attività economica in alcuni importanti paesi dell’area euro, nel primo trimestre del 2020, si è manifestata, a partire dalla Cina, la drammatica diffusione dell’epidemia di Covid-19.

L’esplosione del Virus e la sua rapida propagazione, tale da essere definita pandemia, hanno generato impatti rilevanti sotto il profilo sanitario.

 

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Uno sguardo al 2020

In uno scenario macroeconomico globale che presenta prospettive incerte condizionate anche dai rischi connessi a tensioni geopolitiche, alle dispute tariffarie avviate dall’amministrazione statunitense ed al rallentamento dell’attività economica in alcuni importanti paesi dell’area euro, nel primo trimestre del 2020, si è manifestata, a partire dalla Cina, la drammatica diffusione dell’epidemia di Covid-19. L’esplosione del Virus e la sua rapida propagazione, tale da essere definita pandemia, hanno generato impatti rilevanti sotto il profilo sanitario, sul tessuto sociale, economico e finanziario di vaste aree del mondo.

Per arginare la sua diffusione e contenere l’emergenza sanitaria, i governi dei paesi colpiti, a partire dalla Cina, hanno attuato provvedimenti restrittivi quali la limitazione al movimento delle persone, la chiusura degli esercizi commerciali e la sospensione della produzione o di alcune filiere produttive, determinando nell’immediato possibili danni collaterali alle catene di fornitura globali, un calo dei consumi ed un crollo della fiducia. Al fine di contenere gli effetti di tali dinamiche, le autorità sono intervenute con piani di stimolo economico che prevedono misure espansive di politica fiscale, monetaria ed allentamenti regolamentari. Gli effetti di queste manovre hanno generato elevata incertezza sulle prospettive dell’economia globale con uno scenario per il 2020 che si prevede sarà recessivo.

Anche in Europa il Virus si è diffuso molto rapidamente ed il deterioramento del quadro congiunturale, conseguente anche alle politiche di contenimento del contagio, sta spingendo le economie dell’area in uno stadio di profonda recessione imponendo alle autorità la ricerca di soluzioni forti, coordinate, tempestive ed innovative per fronteggiare l’emergenza e rilanciare la crescita economica. In questo senso, per le autorità di governo è aperta una discussione sull’opportunità di introdurre forme di supporto comunitario per sostenere gli interventi di natura fiscale volti a sostenere famiglie e imprese in difficoltà.

L’Italia, tra i primi paesi dell’Europa ad essere interessata dagli sviluppi del contagio, per contenere l’emergenza sanitaria ha adottato progressive e severe misure di distanziamento sociale sia in termini di estensione territoriale, partendo dalle regioni del nord, sia in termini di blocchi produttivi che principalmente interessano la filiera del turismo, i macrosettori trasporti e logistica, distribuzione ed in genere attività di servizio e manifatturiere non indispensabili. Il Governo, nei limiti derivanti dagli equilibri di finanza pubblica ed al fine di attenuare una preannunciata dinamica severamente recessiva, è intervenuto con misure a sostegno della perdita di reddito delle famiglie, per impedire crisi di liquidità nelle imprese e per attenuare la riduzione dei consumi e degli investimenti.

Per effetto di tale epidemia, anche il settore bancario si trova a dover fronteggiare una situazione complicata dovendo gestire le ripercussioni derivanti dagli effetti attesi dello scenario recessivo. In questo contesto, le misure annunciate dalle autorità europee unitamente agli interventi previsti nel decreto c.d. “Cura Italia” potranno contribuire a contenere gli effetti recessivi, limitare la contrazione del credito e, almeno inizialmente, ridurre la crescita delle esposizioni deteriorate contenendo l’aumento del costo del rischio.

Le strategie di riduzione del credito deteriorato volte ad un progressivo miglioramento della qualità degli attivi rimarranno un’opzione perseguita dall’industria bancaria, ma dovranno necessariamente tener conto del mutato contesto economico e degli impatti che quest’ultimo potrà avere sulla profittabilità delle banche. I tassi di interesse bancari attivi e passivi sono attesi stabili, confermando una dinamica sostanzialmente piatta della forbice bancaria complessiva. La crescita del margine di interesse è limitata dalle dinamiche di contrazione del credito e da margini unitari contratti a causa della competizione sui segmenti con più alto merito creditizio.

Un contributo positivo arriverà dal contenimento dei costi del funding riferiti alle nuove aste T-LTRO ed ai recenti annunci sul fronte della politica monetaria, sebbene gli spazi di riduzione dei costi complessivi della raccolta risulteranno limitati dal livello minimo già raggiunto dai tassi di interesse sui depositi. L’elevata incertezza sulla durata della pandemia, l’atteso peggioramento della congiuntura economica globale e le tensioni riscontrate nei mercati finanziari tenderanno ad accentuare, per il 2020, la domanda di forme di investimento a basso contenuto di rischio. La maggiore avversione al rischio delle famiglie potrebbe rallentare gli investimenti di liquidità in strumenti di gestione del risparmio, portando quindi un minor apporto di tali strumenti in percentuale sul totale dei ricavi.

Un minore contributo alla redditività arriverà anche dai servizi di pagamento e di gestione della liquidità anche per effetto dei blocchi di operatività di famiglie e imprese, della maggior pressione competitiva, soprattutto di operatori non bancari, e del processo di trasformazione digitale. In un quadro di debolezza dell’attività bancaria tradizionale, il miglioramento dell’efficienza operativa, la riduzione dei costi e nuove strategie di business si confermano le principali leve per il recupero della redditività del settore.

L’attuale situazione di crisi sanitaria impatterà anche sull’operatività del Gruppo Cassa Centrale, in considerazione del fatto che l’attività delle Banche affiliate è principalmente rivolta al credito tradizionale, nei confronti di famiglie e piccole e medie imprese dei territori di insediamento.

Il piano operativo del Gruppo Bancario Cooperativo dell’esercizio 2020 è stato definito ed approvato prima dell’insorgenza della crisi in atto e contemplava un’evoluzione positiva delle masse di credito unitamente ad una decisa crescita delle masse di raccolta indiretta.

È di tutta evidenza come il repentino cambio del contesto operativo porti a dover ritenere superate le linee di indirizzo definite solo pochi mesi fa.

In questo nuovo contesto economico e sociale, il Gruppo indirizzerà la propria attenzione da un lato a sostenere con forza il tessuto economico dei territori di riferimento, che si trovano ad affrontare una crisi mai vissuta in passato, e dall’altro a presidiare il complessivo profilo di rischio.

La dinamica della raccolta da clientela risentirà anch’essa della situazione contingente, ma è possibile che gli standard di solvibilità del Gruppo Cassa Centrale, tra i più elevati dell’intero sistema bancario europeo, possano rappresentare per i soci e clienti depositanti un rifugio sicuro in un momento di grande incertezza.

Per tale motivo potrebbe verificarsi un ulteriore incremento della raccolta diretta che andrebbe ad aumentare il già elevato indice di liquidità di cui oggi gode il Gruppo. Per gli stessi motivi è possibile che il flusso di raccolta diretto verso le forme di risparmio gestito possa subire un rallentamento a causa della situazione di incertezza che si è venuta a creare sui mercati finanziari nel corso del primo trimestre. Nel 2020 continueranno le attività correlate alla strutturazione organizzativa ed operativa del Gruppo considerando inoltre che il nuovo contesto richiederà ulteriori investimenti in tecnologia e capitale umano.

Vista l’evoluzione repentina dello scenario esterno, derivante dall’emergenza in corso e le possibili ripercussioni economiche, il Gruppo sta monitorando il fenomeno al fine di individuare tempestivamente i potenziali impatti sull’esercizio 2020.

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